venerdì 9 settembre 2011

Congestione nasale

Insieme alla tosse è il sintomo che più frequentemente viene riferito durante l’infezione alle alte vie respiratorie. I decongestionanti nasali che sono somministrati per via topica o sistemica hanno indicazioni per rinite, faringite acuta e catarrale, rinite allergica, infiammazione nasale e paranasale, sinusite ecc. e spesso sono associati ad altri farmaci come gli antistaminici e, più che essere prescritti, sono acquistati su iniziativa personale.

Vengono utilizzati diversi principi attivi che grosso modo possono essere classificati in due gruppi: i derivati delle catecolamine (efedrina, fenilefedrina, p-ossifenilpropilamina iodidrato ecc.) e i derivati imidazolinici (ossimetazolina, nafazolina ecc.) e ricordiamo per esempio Rinazina spray, Deltarinolo, Otrivin, Vicks Synex, …

Gli studi effettuati su una popolazione adulta hanno dimostrato l’efficacia nell’alleviare il sintomo e sembra che la via di somministrazione (topica o orale) non dia significative differenze nel risultato inoltre, se il farmaco è assunto per un breve periodo, si ha un basso rischio di effetti collaterali; altri studi hanno evidenziato come l’utilizzo di decongestionanti per più di 5 giorni consecutivi possano dare reazioni avverse a livello locale come irritazione delle mucose ed il più grave fenomeno della ricongestione, l’uso prolungato di queste sostanze, che di per sé sono vasocostrittrici, può determinare una conseguente vasodilatazione seguita da ricongestione, questo ciclo vizioso induce la persona, ignara di questo meccanismo, ad abusare del prodotto per ottenere lo stesso risultato, fatto questo che a lungo andare fa sì che le sostanze attive vengano assorbite dalla mucosa nasale e causare a livello sistemico effetti sul sistema nervoso centrale (cefalea, depressione respiratoria ecc.) e sull’apparato cardiovascolare (ipertensione arteriosa, tachicardia, ipotensione arteriosa ecc.).

Per i bambini invece non esistono evidenze sperimentali sull’efficacia dei decongestionanti nasali anzi, due ricerche condotte su bimbi al di sotto dei 12 anni con prodotti decongestionanti e antistaminici insieme non hanno riportato differenze rispetto ai risultati in placebo. Le differenze anatomiche e la diversa risposta farmacologica tra bambini ed adulti fanno sì che l’estrapolazione dei dati da ricerche su adulti riguardanti le dosi efficaci siano poco attendibili. Infatti la maggior parte dei preparati in commercio non è testata su pazienti in età pediatrica ed è per questa ragione che l’Agenzia Italiana per il Farmaco ha adottato un provvedimento che vieta la somministrazione di decongestionanti nasali ad azione simpaticomimetica nei bimbi al di sotto dei 12 anni. Relativamente a quest’ultimi prodotti, sono state segnalate delle reazioni, anche gravi, proprio in bambini piccoli, al di sotto di 1 anno e tra 1 e i 3 anni di età, che riguardano la cute (eritemi, orticaria, prurito…), il sistema nervoso centrale (contrazioni muscolari, agitazione, pallore, letargia, iperattività…), l’apparato respiratorio (dispnea, apnea, broncospasmo…), l’apparato cardiovascolare (vasodilatazione, extrasistoli, tachicardia…) e la mucosa nasale (rinite medicamentosa).
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