mercoledì 30 marzo 2011

LE ATTIVITÀ DI MUSICOTERAPIA IN GRAVIDANZA E PARTO

Le ormai numerose esperienze di musicoterapia italiane ed estere confermano l’utilità di affiancare attività sonoro-musicali ai tradizionali corsi di preparazione al parto, poiché la musica può aiutare la gestante a rilassarsi, a contenere l’ansia e a raggiungere uno stato di generale benessere psicofisico.
Musica per la mamma
La gravidanza comporta una serie di cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici; i mutamenti che avvengono durante i nove mesi sono talvolta accompagnati da momenti di ansia, stress, paura e affaticamento che possono impedire alla donna di vivere questo straordinario momento della vita in serenità. La musica in questo contesto può essere un valido strumento per aiutare la gestante a migliorare la sua salute emotiva: nelle sedute di musicoterapia la madre si prepara alla nascita del suo bambino abituandosi ad ascoltarne le azioni-reazioni motorie in risposta al suono della voce e della musica, ascoltando se stessa, i suoi ritmi interni ed il loro modificarsi con il procedere della gravidanza. Con attività musicali appositamente studiate si permette alla futura mamma di vivere con serenità i nove mesi dell’attesa, ma anche di imparare alcune tecniche che potrebbero servirle concretamente nel momento del parto. Questo le permette di vivere la nascita con consapevolezza e serenità, attenta e pronta ad assecondare i segnali provenienti dal suo corpo e dal suo bambino
Musica per il bebè
La musicoterapia prenatale prevede anche una serie di attività per stimolare il piccolo e per favorire così la comunicazione fra mamma-bambino. La musica durante l’attesa è il canale privilegiato di questa comunicazione e le varie attività ritmico-sonore permettono di preparare una relazione affettiva equilibrata e serena, nonché di stimolare adeguatamente lo sviluppo strutturale e funzionale del sistema nervoso del feto stesso. Infatti, tutti gli stimoli presenti nell’ambiente nel quale il feto cresce (suoni interni ed esterni alla madre), contribuiscono allo sviluppo delle e vie sensoriali acustiche, favorendo anche il processo di maturazione strutturale e funzionale del Sistema Nervoso . Ma la musica per eccellenza che piace al piccolo è senza dubbio quella prodotta dalla mamma, ossia la sua voce: la colorazione timbrica e melodica della voce materna è veicolo di emozioni ed affetti, è una carezza ed una “coccola sonora”, ma anche un vero strumento per comunicare al piccolo stati di "trepidante accoglienza o al contrario di gelido rifiuto".
Il canto prenatale
Il canto aiuta la gestante a migliorare il respiro, ma anche a farle scoprire il piacere di cantare per il bebè, contribuendo così anche al suo sano sviluppo. Dagli studi di psicofonia effettuati dalla cantante Maria Luisa Aucher in collaborazione con Paul Cauchard, neurofisiologo della Sorbona, è emerso che la voce investe interamente il corpo del feto: in pratica quella più grave del papà è potenzialmente in grado di stimolarlo dai piedi all'addome, mentre la voce più acuta della madre, dalla vita alla testa. Dall'osservazione di neonati, figli di cantanti professionisti, si è riscontrato che dove era la madre a cantare per tutta la gravidanza il bambino mostrava alla nascita solidità alla nuca e vigore degli arti superiori, quando invece era il padre si assisteva ad una precoce deambulazione. Il canto prenatale svolge anche un'azione auto-analgesica, poichè la pratica aiuta la partoriente a produrre le endorfine, sostanze che attenuano spontaneamente la percezione del dolore. La respirazione distesa, invece, influenza positivamente il tono muscolare, che perciò risulta meno contratto.

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venerdì 25 marzo 2011

Infarto

Per infarto si intende la necrosi di un tessuto per ischemia, cioè per grave deficit di flusso sanguigno.Clinicamente l'infarto è una sindrome acuta provocata da una insufficiente irrorazione sanguigna (ischemia) ad un organo o a parte di esso, per una occlusione improvvisa o per una stenosi critica delle arterie che portano il sangue in quel distretto dell'organismo.
La causa è costituita nella quasi totalità dei casi dall'aterosclerosi. Quando vanno incontro ad ulcerazione, le placche aterosclerotiche possono provocare occlusione arteriosa acuta (e quindi infarto), sia attraverso la formazione di emboli che attraverso la trombosi sovrapposta all'ulcerazione. L'infarto miocardico, dove l'organo interessato è il cuore e l'infarto cerebrale (responsabile dell'80% dei casi di ictus) sono le più frequenti cause di morte nei paesi occidentali; altre tipologie di infarto sono relativamente rare, poiché molti distretti sono irrorati da più arterie, cosa che permette al vaso non interessato, di supplire efficacemente al deficit nutritizio.
I sintomi sono diversi a seconda dell'organo interessato, tuttavia il sintomo principale è rappresentato da dolore acuto (ad insorgenza improvvisa), di varia intensità; è però possibile che l'infarto sia clinicamente asintomatico, soprattutto qualora sia di dimensioni molto piccole.
La regione colpita da infarto diviene necrotica (è questa necrosi che scatena i sintomi acuti): se il malato sopravvive alla fase acuta dell'infarto, l'organismo riassorbe i tessuti morti senza rigenerare la parte persa (cosa impossibile senza afflusso di sangue), ma forma in quella zona una cicatrice di tessuto connettivo fibroso, e l'organo interessato perde definitivamente una parte della sua funzionalità.
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martedì 22 marzo 2011

Sintomi della rinite allergica cura e trattamento

La rinite allergica è simile all' asma eccetto che per un aspetto. Mentre nell'asma una sostanza presente nell'aria provoca una reazione allergica o di ipersensibilità nei polmoni e nel torace, nella rinite allergica la reazione si manifesta negli occhi, nel naso e nella gola. L'esposizione all'agente irritante (noto come allergene) presente nell'aria scatena una massiccia liberazione di istamina (un composto dell'organismo); ciò provoca uno stato infiammatorio e un richiamo di liquido nelle cellule della delicata mucosa che tappezza le cavità nasali e paranasali, oltre che nelle palpebre e nello strato superficiale degli occhi.Nessuno sa perché alcune persone sono ipersensibili al polline, che in se stesso di solito è innocuo, o ad altre particelle presenti nell'aria. La risposta dipende dal sistema immunitario dell'organismo . Poiché le malattie basate su risposte allergiche come l'asma, l'eczema e la rinite allergica spesso ricorrono nelle stesse famiglie, vi è probabilmente una predisposizione genetica.Quando una persona è affetta da rinite allergica, reagisce contro specifici allergeni (anche se può non sapere ancora quali siano). Per esempio, se si soffre di febbre da fieno, la varietà più comune della malattia, si può essere sensibili al polline delle erbe, che è prodotto in maggiore quantità al principio dell'estate ; o si può essere particolarmente sensibili al polline degli alberi, che abbonda in primavera; o si può avere un'intensa reazione se ci si espone al fieno autunnale. Quasi tutte le sostanze inalate provenienti da organismi viventi possono provocare una rinite allergica: setole, peli o piume di animali domestici, per esempio. Si può essere allergici alla polvere di casa, o, piuttosto, agli acari che infestano la polvere. Si può anche reagire ad alcuni odori (che vengono trasportati da molecole della sostanza che, in effetti, è la vera responsabile).La rinite allergica può essere sia stagionale (per esempio la febbre da fieno, che si verifica soltanto durante le poche settimane in cui il polline allergenico è presente in grandi quantità), sia perenne (che si riscontra durante tutto l'anno, ed è provocata dall'esposizione ad allergeni inalati presenti più o meno costantemente).

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mercoledì 16 marzo 2011

La chirurgia correttiva postpartum

L’intervento mira al restringimento del diametro e all’aumento di tono e forza muscolari della vagina.
Al momento del parto, circa il 60-70 % delle donne è sottoposta ad episiotomia, piccola incisione della vagina e dei muscoli sottostanti, al fine di prevenire importanti lacerazioni vaginali e di evitare possibili danni al neonato. Spesso, però, dopo il parto, l’apertura vaginale può essere beante (per il rilassamento muscolare) o asimmetrica (per gli esiti cicatriziali) con ripercussioni negative sulla propria salute sessuale.

Una buona chirurgia correttiva può intervenire in questi casi riportando in condizioni normali l’apertura della vagina, il tono muscolare ed asportando eventuali cicatrici.
L’intervento di Vaginal tightening (cioè restringimento vaginale) ha come obiettivo l’incremento della sensibilità durante i rapporti sessuali, in altre parole il miglioramento della gratificazione sessuale.

L’intervento prevede la correzione della parte più esterna della vagina (quella più sensibile), dell’introito vaginale e allo stesso tempo del perineo, la zona compresa tra vagina e ano. In breve, viene eliminata la mucosa vaginale ridondante e vengono ridotti i muscoli circostanti.

Il risultato è la diminuzione del diametro e dell’orifizio esterno della vagina e l’aumento del tono e della forza muscolare della vagina. Secondo Master e Johnson la gratificazione sessuale è correlata alla forza frizionale (attrito) generata durante la penetrazione: l’intervento può ripristinare una forza frizionale ottimale.

La procedura riprende le tecniche impiegate per il trattamento del rilassamento vaginale e dei suoi disturbi associati (ad es. incontinenza urinaria).
Di solito necessita dell’anestesia generale e di una notte di ricovero. Le suture, a base di acido ialuronico, sono riassorbibili e scompaiono dopo 2-3 settimane.
Il gonfiore, spesso fastidioso, e piccoli lividi, talvolta visibili, possono persistere per 7-10 giorni. Indicato astenersi dai rapporti sessuali per 4-6 settimane.
Sebbene la percentuale di soddisfazione sia alta il risultato e la sua durata non sono prevedibili, perché sono valutati solo su base soggettiva, quindi non è possibile garantire, prima dell’intervento, con certezza un effettivo incremento della sensibilità. Infine, non dimentichiamo i possibili rischi, tipici di ogni intervento, quali: infezioni, emorragie, ed alterazioni delle sensazioni.

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