giovedì 21 aprile 2011

BYTE OD ORTOTICO

Il byte od ortotico, è un manufatto mobile in resina trasparente, quindi con una buona estetica, che ha due funzioni importanti in gnatologia : A) rilassare i muscoli masticatori e del collo B) decomprimere e decongestionare l'ATM e la cavità glenoidea
In bocca si nota ben poco e quasi da subito il paziente riesce a parlare tranquillamente.
Si utilizza sia a scopo diagnostico, che terapeutico.
Nell'utilizzo diagnostico, viene portata dal paziente a seconda della gravità del caso, solo la notte o tutto il giorno per un periodo di sei mesi .
le visite saranno quindicinali e si faranno aggiustamenti continui,avvalendosi anche di una scheda dolori che il paziente compilerà giornalmente.
alla fine di questo periodo che dura almeno sei mesi si trova una posizione mandibolare- mascellare superiore di equilibrio ed a quel punto si costruirà la bocca attorno a quella posizione utilizzando un molaggio selettivo dei denti, o spostando i denti ortodonticamente od ancora rialzando l'occlusione protesicamente.
Visione laterale destra dell'ortotico si noti il pochissimo ingombro
Visione laterale sinistra.
L'altro possibile utilizzo del byte è quello terapeutico,allorquando non ci è consentito di finalizzare il lavoro in bocca, secondo il nuovo equilibrio raggiunto in fase diagnostica, bisogna pur mantenerlo nel tempo ,così il byte verrà portato per un tempo maggiore ed in alcuni rari casi a vita.
L'uso prolungato del byte, ove possibile, è da evitare perchè il meccanismo di azione del byte è quello di determinare una parafunzione correttiva di un'altra parafunzione patologica presente in bocca.
Ovviamente tanto più è prolungato l'uso del byte tanto più sara' necessario fare aggiustamenti fino alla sostituzione dello stesso.
Il byte ha due effetti importanti : il primo è che rilassa i muscoli della masticazione e del collo, portando spesso ad una risoluzione di cefalee muscolo tensive; il secondo è che decomprimendo l' articolazione temporo-mandibolare decongestiona la cavita' glenoidea ed il sottile setto osseo che la separa dall'orecchio medio, risolvendo quei dolori e quegli acufeni che, simulano, ma ,non sono otiti.
BYTE visto frontalmente si noti la trasparenza del manufatto.
BYTE in bocca visto sempre frontalmente.


www.serviceromania.it

La cistite

La cistite è un’infiammazione della vescica che colpisce 9 donne su 10 almeno una volta nella vita.
Le donne sono più a rischio degli uomini per due motivi. Primo: la brevità dell’uretra, condotto che porta l’urina all’esterno (3 cm contro i 12-13 dell’uomo e pertanto maggior facilità di risalita dei germi). Secondo: la vicinanza con la vagina rende la vescica più sensibile ai microtraumi meccanici causati da un rapporto sessuale, specialmente se coesiste una scarsa lubrificazione.

I classici disturbi della cistite sono lo stimolo frequente ad urinare, il bruciore quando la vescica si svuota, il senso di pesantezza al basso ventre e le perdite di sangue con l’urina.
L’80% delle cistiti sono causate dai batteri intestinali: il più comune è l’Escherichia Coli.
Alcune cistiti, invece, sono chiamate “da passione”, perché compaiono 24-48 ore dopo i rapporti sessuali: si tratta di infiammazioni meccaniche, senza la presenza di batteri.
Spesso si associano ad un ipertono del muscolo che circonda la vagina e l’uretra (muscolo elevatore dell’ano), il cui stato di tensione aumenta la probabilità di microtraumi meccanici nella zona genitale durante la penetrazione, ma soprattutto è possibile che non sia raggiunta un’eccitazione tale da assicurare un’adeguata lubrificazione.

L’esame strategico per la cistite è l’urinocoltura: una volta identificato il germe si sceglie l’antibiotico più efficace.
L’assunzione giornaliera di 1-2 litri di acqua è utile per diluire la concentrazione di batteri presenti nelle vie urinarie.
Se la cistite, invece, è legata ai rapporti sessuali, bisogna intervenire anche sui muscoli perivaginali con la ginnastica perineale, che aiuta a distendere in modo corretto tali muscoli.
Per evitare future infezioni, infine, sono utili gli estratti di mirtillo che impediscono l’adesione dei batteri alle cellule delle vie urinarie.
Precauzioni efficaci per combattere la cistite sono l’accurata pulizia della zona genitale, in particolare prima e dopo i rapporti sessuali; l’uso di detergenti intimi con un pH intorno a 5; l’attenzione alla direzione in cui ci si lava: sempre dal davanti all’indietro, mai viceversa, per non contaminare con i batteri intestinali.


www.serviceromania.it

lunedì 18 aprile 2011

INTERVENTO DI CHIRURGIA ESTETICA DI ADDOMINOPLASTICA

Viene presentato  un intervento di addominoplastica per ernia addominale, diastasi (severa) dei muscoli addominali, eccesso di pelle e di tessuto adiposo dell'addome medio e basso. L'addominoplastica è combinata con intervento di isterectomia totale ed annessiectomia bilaterale, con sospensione della cupola vaginale ai legamenti rotondi ed utero sacrali2. Prima dell'intervento si discute a lungo con la paziente3 per informarla su rischi4, complicanze, sia generici, legati ad ogni intervento chirurgico, sia specifici, legati all'intervento di addominoplastica e di riduzione dell'ernia addominale. Tutto quanto già detto verbalmente verrà riportato in dettaglio sul consenso informato scritto che la paziente, firma alcuni giorni prima dell'intervento.
L'intervento:
Terminato il tempo chirurgico ginecologico, subentra al tavolo operatorio il chirurgo plastico che prolunga l'incisione, bilateralmente, fino alle spine iliache anteriori. Viene isolato il peduncolo ombelicale con incisione circolare. Scollamento sul piano pre-aponeurotico fino all'arcata costale inferiore. Riparazione e riduzione dell'ernia addominale sovra-ombelicale mediante apertura del sacco erniario e ricostruzione dei piani anatomici. Riparazione della grave diastasi xifo-ombelicale ed ombelico-pubica dei muscoli retti mediante plicatura della fascia muscolare relativa, a doppio strato. Asportazione di cute e sottocute ridondante. Riposizionamento del peduncolo ombelicale in sede fisiologica. Sutura dei piani anatomici previa apposizione di due drenaggi in aspirazione. Medicazione elasto-compressiva.
Postoperatorio:
Particolarmente impegnativo, a motivo della difficoltà respiratoria creata dalla plicatura della fascia dei muscoli retti addominali, il post-operatorio richiede assistenza in terapia intensiva per alcuni giorni. Successivamente blocco dell'eritropoiesi, determinato sia dall'intervento, sia da una sopravvenuta tromboflebite al braccio sinistro. Il blocco dell'eritropoiesi richiede l'utilizzo di farmaci eritropoietici5. La paziente viene dimessa in 14° giornata dall'intervento proseguendo a casa, per trenta giorni complessivi dall'intervento, la profilassi antitrombotica6. A distanza di quattro mesi dall'intervento i risultati oggettivi e soggettivi7 sono eccellenti.