mercoledì 9 febbraio 2011

L'autopalpazione del seno

L’autopalpazione del seno permette la conoscenza approfondita della normale struttura del seno permettendo alla donna di scoprire tempestivamente eventuali modifazioni e anomalie.
La mammella è costituita da ghiandole, dotti, tessuto grasso e muscolare. Contiene un numero variabile di dotti secretori di latte che confluiscono nel capezzolo e sono responsabili della produzione del latte materno.
Sappiamo che, dividendo il seno in quattro parti (quadranti),  la maggior quantità di dotti è localizzata nel QSE (quadrante superiore esterno) della mammella quello prossimo all’ascella.
È in questa localizzazione che si trova la maggior percentuale di tumori maligni della mammella (circa il 50%). Nel QSI (quadrante superiore interno) circa il 15%, nel QIE (quadrante inferiore esterno) circa l’11% mentre nel QII (quadrante inferiore interno) solo il 6%.
Società mediche nazionali ed internazionali raccomandano che si inizi con l’autopalpazione del seno a partire dai 20 anni di età. È dimostrato che 1 donna su 10 potrebbe essere affetta da cancro alla mammella durante la sua vita, la frequenza aumenta tra i 40 e i 65 anni.
Il 95% dei casi di carcinoma mammario può essere guarito se diagnosticato precocemente.
L’autopalpazione del seno deve essere eseguita una volta al mese, in modo che ogni donna impari a conoscere la struttura fisiologica del suo seno e possa notare ogni alterazione.
E’ importante che l’autopalpazione sia eseguita correttamente, una volta al mese e sempre nello stesso periodo. Le donne in età fertile possono eseguirla alcuni giorni dopo il termine del ciclo mestruale, quando la mammella è meno tesa e dolente. Le donne in menopausa o in gravidanza possono eseguirla il primo giorno di ogni mese (un giorno fisso che sia facile da ricordare).
LE ALTERAZIONI DA RICERCARE DURANTE L’AUTOPALPAZIONE SONO:
• la comparsa di un nodo o di un addensamento nella mammella o nel cavo ascellare
• una variazione di dimensione, di forma o un’asimmetria delle mammelle
• una tumefazione della mammella
• qualsiasi alterazione cutanea, quale una retrazione od  una irritazione
• arrossamento o desquamazione del capezzolo o della cute mammaria
• secrezione ematica o siero-ematica dal capezzolo
• dolore od aumentata sensibilità del capezzolo
• retrazione del capezzolo: introflessione o rotazione in una posizione differente
Se si evidenziano una o più di queste alterazioni, è necessario rivolgersi quanto prima al medico specialista, per una corretta valutazione diagnostica.
E’ importante guardare e sentire entrambe le mammelle ed il cavo ascellare
www.serviceromannia.it

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