L’infermiere mette in primo piano la responsabilità e la deontologia professionale nell’erogare assistenza: la salute dell’individuo, il suo benessere psico-fisico, sociale e spirituale, l’informazione all’utente ed ai familiari sono il cardine del nostro agire quotidiano. Se ciò è vero in generale, lo è ancor di più quando il nostro assistito è un neonato magari pretermine e ricoverato in Terapia Intensiva. La Kangaroo Mother Care (KMC) o più semplicemente marsupioterapia si sviluppa attraverso il contatto pelle a pelle tra il neonato e la mamma, rappresenta un modo efficace per rispondere ai bisogni del bambino. Quasi due decadi di esperienza e di ricerca hanno reso chiaro come la KMC sia molto di più che un’alternativa alle cure con l’incubatrice. La KMC è stato dimostrato essere efficace per il controllo della temperatura, per l’allattamento e l’attaccamento in tutti i neonati, indipendentemente dal luogo di nascita, dal peso, dall’età gestazionale e dalle condizioni cliniche. In generale possiamo dire che la marsupioterapia deve essere proposta il prima possibile dopo una nascita prematura, a volte anche quando il bambino è intubato, in ventilazione assisitita o in altre situazioni critiche., ma soprattutto quando il prematuro non è più in incubatrice. Molti lavori scientifici hanno messo in evidenza che la KMC oltre a dimostrare che il neonato cresce di più se tenuto in marsupio, riduce notevolmente la morbilità e la mortalità fino ad arrivare, in alcuni paesi, fino al 70%; riduce significativamente la degenza ospedaliera con conseguente diminuzione dei costi di degenza a fronte di un investimento economico trascurabile.
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